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PRATICHE EDILIZIE

SCIA, DIA, CIL, CILA, PDC, ECC.

La Pratica edilizia è quel documento che permette di edificare o modificare un edificio.
Vi sono diversi tipi di pratiche edilizie a seconda della tipologia di intervento prevista:
AEL: Attività Edilizia Libera
CIL: Comunicazione Inizio Lavori
CILA: Comunicazione Inizio Lavori Asseverata
SCIA: Segnalazione Certificata di Inizio Attività
DIA: Denuncia Inizio Attività
PdC: Permesso di Costruire

Inoltre ci sono anche le pratiche di Richiesta Autorizzazione Paesaggistica, cambio di destinazione d'uso, di sanatoria e le pratiche edilizie ai sensi del “Piano Casa”.
Le pratiche edilizie effettuate dallo studio riguardano qualunque aspetto normativo e riescono a risolvere la maggior parte dei problemi tecnici richiestici (per gli altri c'è purtroppo la demolizione o l'impossibilità di agire).
Molte di queste pratiche hanno poi la possibilità di usufruire di incentivi statali che permettono di recuperare negli anni dal 50% al 65% dell'investimento. A seconda che si tratti di incentivi per lavori edili o incentivi per l'efficienza energetica.
Dopo aver effettuato un'indagine accurata, sia sotto l'aspetto urbanistico che edilizio locale, vengono predisposti una serie di elaborati tecnici e relazioni di dettaglio atti ad ottenere l'autorizzazione per procedere alla costruzione/ristrutturazione di un edificio.
Si predispone la pratica edilizia che consiste in:
· Indagine accurata sia sotto l'aspetto urbanistico che edilizio locale
· Documentazione urbanistica
· Documentazione catastale
· Documentazione toponomastica
· Documentazione fotografica
· Realizzazione di elaborati tecnici descrittivi della situazione originaria e di progetto
· Relazioni di descrizione delle opere
· Redazione richiesta di permessi
· E qualunque altra operazione indispensabile per un corretto svolgimento della pratica.
Le pratiche edilizie devono essere redatte da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra, perito), iscritto ad un ordine/collegio professionale.

Pratiche Edilizie

Non è una pratica ma una informativa inviata al comune, per una lavorazione, da parte del proprietario. Se si necessita di assistenza nella compilazione lo studio è disponibile.

Sono tutte pratiche edilizie. Queste hanno differenti costi (crescenti dalla CIL alla DIA, fino alla particolare DIA per piano casa) e differenti modalità di stesura. A seconda dei casi sottoposti sapremo dire quale sarà la pratica necessaria (ci sono lavori particolarmente semplici che rientrano nell'edilizia libera; in questo caso basterà una comunicazione di inizio lavori consegnata dal proprietario o da un suo delegato all'ufficio tecnico del proprio comune o municipio; senza spese di tecnici e istruttoria).

Elenco di alcune tipologie di lavori che si potrebbero effettuare:
· ampliamento di un appartamento con ingresso autonomo
· cambio destinazione d'uso in zone non possibili da normativa comunale;
· recupero sottotetti o locali tecnici (locale lavatoi, ex locale cassoni, magazzini, cantine) per trasformali in abitazioni o uffici;
· trasformazione di balconi in parte integrante dell'immobile;
· realizzazione di dependance nel proprio giardino;
· realizzazione di nuova unità immobiliare sul terrazzo;
· realizzazione di soppalchi abitabili fino al 20% o 70 mq dell'immobile, in zone dove non è consentito.
· realizzazione di locali accessori come garage, tettoie, pensiline

Anche se è il piano casa si presenta come una DIA, non bisogna confondere le due pratiche. Il piano casa è infatti dotato di una notevole normativa a se stante e deroghe in diversi campi. Per questo motivo i tecnici hanno enorme difficoltà a presentarlo e spesso le pratiche possono subire rallentamenti o addirittura interruzioni. La ricerca e l'analisi preliminare sono il momento più importante e eviteranno inutili inizi di lavori che non potranno essere mai completati. a volte questa fase può richiedere anche diverse settimane ( i diversi uffici tecnici sono aperti una due volte a settimana per poche ore e questo rallenta ulteriormente).

In urbanistica si definisce destinazione d’uso di un immobile l’insieme delle modalità e delle finalità di utilizzo del manufatto edilizio. Tra le diverse destinazioni d’uso, vi sono quella residenziale, quella commerciale o quella industriale.
E' frequente trovarsi di fronte alla possibilità, o alla necessità, di dover mutare la destinazione d'uso per la quale un'unità immobiliare è stata progettata, realizzata ed utilizzata per lungo tempo. Per poter effettuare un cambio destinazione d'uso per un immobile, è indispensabile richiedere i necessari titoli autorizzativi, in mancanza dei quali si configurerebbe un abuso edilizio.
Per prima cosa, è necessario verificare che il locale Piano Regolatore consenta il cambio di destinazione d'uso nella zona oggetto dell'intervento. In secondo luogo, bisogna distinguere il caso in cui, per cambiare l'uso dell'immobile, sarà necessario effettuare delle opere edilizie da quello in cui ciò non occorrerà. In generale è necessario produrre una DIA, in alcuni casi detta onerosa, poiché bisogna aggiungere un contributo per gli oneri di urbanizzazione e costruzione.
Successivamente all'ottenimento del titolo autorizzativo e alla esecuzione di eventuali lavori, bisognerà presentare una dichiarazione di variazione d'uso catastale, all'Ufficio dell'Agenzia del Territorio competente, in quanto, modificando la categoria edilizia, cambieranno anche la rendita catastale e i relativi parametri per il calcolo dell'imposta.
Ad oggi, inoltre, è possibile eseguire un cambio destinazione d’uso anche in zona dove non era precedentemente possibile, utilizzando lo strumento normativo del Piano Casa.

Il permesso di costruire in sanatoria è quella pratica edilizia necessaria per “regolarizzare” opere eseguite senza le necessarie comunicazioni/autorizzazioni/concessioni comunali. Tale attività non può però sanare abusi edilizi , ove per abusi si intendono quelle opere realizzate ma che secondo gli strumenti urbanistici non sarebbero state autorizzabili.
In sostanza la procedura in sanatoria consente di regolarizzare quelle opere che sarebbero state autorizzate se la pratica edilizia fosse stata presentata. Pertanto è possibile “godere” della sanatoria in seguito al pagamento di una penale calcolata dal comune.

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